lunedì 11 febbraio 2013

Cuoricini (ennesimo post disconnesso)

Ci sono due tipi di ragazze (concedetemi il termine, siamo tutte un po' ragazze, dalla bambina di dieci anni che già si vede grande alla nonna un po' svampita. D'altra parte, la mia voce interiore, con cui dialogo e monologo sin da quando mi ricordi, è sempre stata la stessa - e probabilmente sempre lo sarà, e continuerà a definirmi ragazza): quelle che sono felici solo con un uomo; e quelle che sono felici o infelici, ma che lo sono da sole, senza aver bisogno di un qualcuno al proprio fianco per esserlo.

Grazie a dio conoscevo a memoria la parte più importante di Piccole Donne ancora prima di leggere la versione originale.

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Parentesi: uomini indegni, per me potete anche esistere e prosperare, ma fate attenzione a chi fate soffrire. La rivincita, per noi, arriva sempre (non penso di essere stata così arrabbiata neppure quando la cosa mi toccava in prima persona. Ho scoperto di essere un'amica vendicativa).

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Ma nonostante l'acidità che mi contraddistingue (è stato detto di me: sei come uno yogurt al limone), che lo si voglia o no questa è la settimana di S. Valentino (festa orribile con cui però ho fatto la pace l'anno scorso al grido di ogni occasione è buona per brindare e magnare), e questo è un blog frivolo. Quindi, non aspettatevi analisi fantapolitiche sulle dimissioni del Papa (secondo me ha fatto bene, è un uomo anche lui, contrariamente a quello che pensano altri. Mi scoccia solo per il momento - che ti dimetti a fare ORA che poi la gente non parla d'altro, e intanto scopro dalla radio mentre faccio colazione che persone intervistate a caso neppure sanno chi siano i candidati alle elezioni, e c'è anche chi dice "eh non so, non m'intendo di politica, ne deve parlare con mio marito". Per la serie, e io che pensavo che vestirmi da Stepford Wife a Carnevale fosse un'idea originale perché assurda). Oggi, cuoricini (e immagini varie pescate in giro, senza alcuna pretesa di nessi logici).







by Marisa Seguin

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E video:

Post-it love (vuole essere tenero, ma finisce per risultare un po' creepy)




Paperman (ormai abusatissimo)



Invention of love (tristerrimo)


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Diario delle cose belle: la mia prof delle medie che mi dice "aspetto di vedere qualcosa pubblicato da te, col tuo nome sopra!"; una festa in maschera; le frittelle; la neve; l'autostima.

mercoledì 6 febbraio 2013

Tisana time

 Tempo fa, una mia amica di università diceva di me e di un'altra che non riesco mai a capirvi. Alternate momenti di esaltazione/felicità ad altri di tristezza/malinconia.

Mai analisi fu più veritiera. Mi ci vuole anche pochissimo a passare da un estremo all'altro (grazie, ormoni!): vedere la luce in fondo al tunnel della tesi, ridere forte, avere qualcosa da aspettare (che è molto diverso dall'aspettare di aspettando Godot). Il tutto senza lasciare da parte la mia costante scontrosità (è un dono).

Coda a parte, sono io.
Cosa farei senza iwastesomuchtime.com?

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Per la serie buoni propositi: la prossima volta che ilmioamicodeicaffè, o chiunque altro, mi butta lì la frase magaricivediamounaseradiqueste...?, non glissare, cambiando argomento con charme, ma sedersi, affrontare la questione e dire che, dati gli errori magistrali commessi in passato (magistrali che altro che tesi), sono giunta alla conclusione che non posso più occuparmi di questioni simili. Invitare caldamente l'interessato/gli interessati a  inviare cv e lettera di presentazione (con foto) al mio gruppo di amiche, che avrà il compito di selezionare, scartare (soprattutto), ed, eventualmente, richiamare. (Dovrò informarle).

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Postilla (post tisana): è passato quasi un anno dal post scritto in piena fase dell'abbandono da parte di uno che era appena uscito dalla porta del mio studiò (sigh, quello sì, che mi manca), e che evidentemente non mi si filava mica tanto. Non so nemmeno io perché mi fissi così tanto con persone che non dimostrano di meritarlo, però ormai è passato un sacco di tempo. Ed è il momento di dirlo: nonostante tutto, aveva delle brutte mani.

lunedì 21 gennaio 2013

Aspettando. Come quelli che aspettavano Godot, però senza i dialoghi nonsense.

Mi sembra di essere in un periodo in cui aspetto e basta.

Aspetto di finire la tesi (e nel frattempo aspetto pure a scrivere. Finché non scrivo la tesi non procede e non può finire, come una sorta di surrogato dell'immortalità. Siamo in un circolo vizioso potenzialmente eterno, lo sappiamo, vero? Perché uso la prima persona plurale?).
Aspetto i giovedì. Aspetto di essermi laureata per pensare a cosa fare dopo (perché non ci voglio pensare). Aspetto che sia sempre un po' troppo tardi per iniziare qualcosa, così poi posso rimandare.


Aspetto le ore dei pasti. Aspetto il momento di andare a dormire. Aspetto i treni, aspetto le persone. Aspetto che finisca la canzone che mi piace prima di mettere in pausa. Aspetto i fine settimana e i lunedì, tanto gira più o meno tutto uguale. Aspetto perché è troppo presto, aspetto che sia ormai tardi. Aspetto di trovare i capelli bianchi (possibile che li veda solo alla luce del bagno della biblioteca? A casa, quando sono armata di forbice, mi sfuggono sempre). Aspetto la mattina in cui mi sveglierò senza sforzo e sarò fichissima. Aspetto di trovare LA COSA che riuscirò a fare bene. Aspetto una mail.

Aspetto un'idea geniale, aspetto l'evento che nei racconti mette in moto tutta la storia. Aspetto il Grande Amore (bah, mica tanto). Aspetto il Momento Opportuno.

È un momento di grandi cambiamenti e io mi sento ferma. Statica in un mondo che giustamente si muove. Come se fossi in letargo, ma senza sapere se poi le cose in primavera cambieranno.

domenica 6 gennaio 2013

...tutte le feste si porta via

E così siamo giunti al 6 Gennaio di un anno tutto nuovo (o, come ho sentito dire spesso ultimamente da amici non italiani: al tredicesimo giorno del Natale. Strambi, questi europei. Strambi ma efficaci).

Perché è stato proprio un bel Natale, inteso come periodo e non come giorno, nonostante le classiche litigate madre/figlia da giorni di festa e i momenti di spleen (ma neanche troppo) sempre dei giorni di festa. Si apprezzano in particolare la birra del 24 sera col coretto di Tanti auguri Gesù Cristo, come ogni anno, e la visione (traumatica) del Christmas' Special della terza stagione di Downton Abbey (No. No. NO), però in compagnia è tutto più sopportabile, anche la vista del tartarugone ribaltato e ormai freddo.

E all'Ultimo dell'anno/Capodanno (il settimo giorno del Natale) mi sono divertita moltissimo, come sempre quando si organizzano le cose un po' all'ultimo, si è un po' accampati, non ci si fanno magari grandi aspettative (anche se non saprei dare una risposta precisa alla domanda "E che cosa avete fatto?" Non abbiamo ballato, non abbiamo suonato, non abbiamo giocato a Risiko né a Sbanfo, non abbiamo passato tutta la sera a scattare foto, né a mangiare, né a bere e basta. Potremmo essere o le persone più noiose del mondo o le più migliori). L'ho passato con la "famiglia" che mi sono scelta, quindi, diciamocelo: non poteva andare male (ma non si sa mai: si ricordano Capodanni di sbronze e lacrime, Capodanni di litigate folli sulla spesa, e non c'è mai limite al peggio).
Il pomeriggio del 31 Dicembre, mentre le torte salate si raffreddavano in cucina ("Cosa hai imparato in Erasmus?" "Ma a cucinare cose veloci e buone, è ovvio!"), io pensavo a cosa mettermi e intanto leggevo questo, turbandomi. Perché, diciamocelo, sono cose che mettono pressione. Soprattutto se pensi tra te e te che, certo, i 25 sono ormai vicini, ma in fondo manca ancora un anno. Poi si realizza che il 2013 sarà l'anno dei 25, e l'unica cosa da fare è scatenare il panico tra le amiche coetanee (della lista che si fa nell'articolo, io sono sicura forse solo dell'ultimo punto: get your nerd on).
Per fortuna le torte si raffreddano, e si può uscire di casa e rifugiarsi intorno a un tavolo a bere vino e a decidere come agghindarsi (mica per caso in francese si dice se mettre sur son 31), ovviamente nei modi più improbabili (parentesi non richiesta: c'è stata una fase della mia vita dove condensavo tutto lo spleen delle feste nelle due ore prima della serata del 31, forse perché sapevo che avrei dovuto essere superfaga e invece non lo ero e non me lo sentivo neppure. E adesso, beh, è una cosa che non faccio più, ed è un problema che mi sembra superato. Fiducia in me stessa? Crescita? Vale come obiettivo da raggiungere e raggiunto prima dei 25?). Ed è così che mi convincono a mostrare le gambe (per usare un eufemismo: avevo una gonna molto corta e molto svasata), che è una cosa che mette sempre di buonumore, forse perché ci si sente più leggeri, o perché gli altri ti sorridono di più. E infatti poi mi diverto un sacco, a parte inciampare nelle mie stesse mani come al solito e rovesciare il limoncello addosso a un'invitata, ma vabbè. Mi diverto così tanto che ad un certo punto le cose diventano confuse, e tra una chiacchiera e l'altra (dico anche in tono minaccioso a un invitato calabrese: "Guarda che io sono lombardo veneta!") e un abbraccio e l'altro ("Vi voglio beeeene!") so che tengo la mano a una persona a cui non dovrei tenerla, e varie altre cose, che però non lasciano il segno (sempre per colpa della mia freddezza?). Finisce tutto per il meglio, con me che mi sveglio in un letto la mattina dopo, senza avere idea di come ci sia arrivata. Ricostruisco: l'ultima cosa di cui ho memoria è un pessimo spritz fatto con il parente povero dell'aperol (si chiamava xspritz ed era l'unica cosa simil-aperol che avevano alla coop, e io vi dico: NON PRENDETELO), infatti mi dicono che dopo mi sono addormentata sul divano, da cui sono stata caritatevolmente trasportata in stanza dalla migliore amica EVAH (cuoricino. Si sa, io ho le sbronze affettuose, questi sono gli strascichi).
La "mattina" (si fa per dire) dell'1 (ottavo giorno di Natale) è tutta una risata, una chiacchiera, un abbraccio, un "E tu cosa ci fai nel mio letto?" "Non avevo altro posto dove andare! Mi hai abbracciato nel sonno! L'ho fatto per proteggerti dai malintenzionati!", ma soprattutto trovarsi a parlare sui letti, come si fa sempre quando ci si trova a dormire insieme da qualche parte. Quasi tutti quelli che c'erano la sera prima ritornano nel corso del giorno, si brinda, si mangia il panettone, si finiscono gli avanzi, e si striscia a casa.

A casa, il primo giorno dell'anno, guardo The Angels' Share, che mi fa venire voglia di bere, ma soprattutto che mi ri-regala I'm gonna be 500 miles, che, come le minigonne, mette di buonumore.
E, a proposito di film, il nono giorno di Natale sono finalmente andata a vedere The Hobbit, su cui avevo parecchi dubbi e riserve, ma che mi è invece piaciuto moltissimo: il buon vecchio fantasy medievaleggiante, Tolkien, uomini con la barba, uomini buffi, vecchie conoscenze, parole di elfico (mellon!) che so riconoscere, insomma, cosavuoidipiùdallavita.

Al tredicesimo giorno di Natale, sto ancora combattendo con la revisione della tesi, mi sto tormentando i capelli anche se corti, ricevo proposte di caffè e marpioneggiamenti vari, ma mi sento comunque allegra. Mi sento bene nella mia pelle e nelle mie manie. E ho aspettative e sogni e tantissime paure per l'anno nuovo, ma va bene così, anche perché, in fondo, che ci possiamo fare? Quel che sarà, sarà (and whatever will be, will be). Che mi sembra anche una frase piuttosto fica con cui concludere il primo post dell'anno.

giovedì 20 dicembre 2012

XOXO, Gossip Girl

Ebbene sì, guardo Gossip Girl. (O meglio, guardavo Gossip Girl,è stata trasmessa l'ultima puntata, la 6x10, e se dio vuole questo scempio della logica è giunto al termine). Ma, come dice il marito traditore sorpreso dalla moglie in pose compromettenti con la giovane segretaria "non è come sembra, posso spiegare".

Come ogni scusa che si rispetti, comincerò con: ero giovane e ingenua (tre anni fa, n.d.r.), e mi annoiavo. Sapevo della serie, delle mie amiche la guardavano, allora perché no? Era trash a sufficienza da soddisfare il lato da casalinga di Voghera che alberga in tutte noi. C'erano un sacco di bellissimi vestiti. I personaggi erano giovani ricchi e viziati, la cosa positiva era che non si fingevano brave persone, e non c'erano (finti) buoni sentimenti come altrove. No, loro erano belli, ricchi e stronzi, ricattatori e manipolatori. Come in ogni telefilm per adolescenti che si rispetti, andavano a scuola come passatempo, per il resto erano occupati nella routine del bel mondo, andando a feste troppo cool per essere vere nella vita vera (almeno una ad episodio, con conseguente sfoggio di abiti che neanche la notte degli Oscar), odiandosi e amandosi a fasi alterne (talvolta contemporaneamente), ma soprattutto facendosi spiare da una blogger misteriosa che, grazie a soffiate di gente psicopatica (che di psicopatici è pieno il mondo, figuriamoci l'Upper East Side), li teneva continuamente sotto controllo, criticando e rovinando loro la vita almeno cento volte a puntata.

Era stupido e insensato, ma divertente. Lo guardavo con le mie amiche, ne ridevamo, ed era un po' come tornare gggiovani, a guardare questi telefilm pensati per i gggiovani (poi non lamentatevi se a quattordici anni le ragazzine vogliono mettersi in taccazzi e miniabiti per andare a ubriacarsi e cercare di perdere la propria verginità in limousine - che di quella scena parlano sempre tutti sulla riga del "omiodddioooo che cosa romantica", ma, seriamente: che schifo).

... dando il via ad aberrazioni riassunte brillantemente dal geniale creatore delle photo recap più divertenti di sempre.
http://nowhitenoise.com//2011/12/gossip-girl-1-07-victor-victrola-photo-recap-fun-with-dick-and-jenny
Comunque, al di là del classico nonsenso, la storia è diventata presto sempre più assurda, fino a diventare esilarante proprio per questo.
In principio erano così:
1) la biondazza gambalunga, la strafiga che all'inizio sembra pure quella buona, ma in realtà è solo perché si innamora (e sempre perdutamente, eh) di chiunque la guardi negli occhi per più di cinque secondi. Millanta un passato problematico e che nessuno la capisce, ma in realta il suo problema è che è troppo ricca.
2) l'immancabile amica della bionda, che ovviamente deve essere mora/castana. La cosa fica è che di solito l'amica mora/castana è un po' sfigata, mentre lei è quella che: haven't you heard? I'm the crazy bitch around here. Finge anche lei di essere problematica (il ragazzo con cui sta da anni non vuole concedersi, ma si è già concesso alla biondazza ubriaca), ha problemi di bulimia in una puntata, che poi vengono comodamente dimenticati, decide di sconvolgere i benpensanti lasciando il suo ragazzo e andando con il suo migliore amico subito dopo. Cose che succedono.
3) il ragazzobello, quello che sta con la mora ma fa cose con la bionda (ma poi anche con la mora, ma poi ancora con la bionda). All'inizio è il preferito di tutte quelle che guardano la serie, poi ci si rende conto che è un po' stupido, povero caro. Non si può avere tutto dalla vita.
4) quello ricco, stronzo, pericoloso (solo io mi ricordo con inquietudine che nelle prime puntate metteva le mani addosso a Serena e a Jenny?). Ovviamente diventerà l'eroe, anche se si veste in modo imbarazzante.
5) l'outsider: il ragazzo povero (povero per gli standard, è comunque più ricco di me e voi messi insieme) che vorrebbe tanto uscire con la biondazza (ci riesce! ci sta anche insieme, alla biondazza, è tipo la sua storia più duratura, chi l'avrebbe mai detto)
6) la sorella dell'outsider, o wannabe, che ci prova con tutta se stessa a uniformarsi, combina solo casini, e ciclicamente se ne pente andando dal padre a piangere dicendo che "sarò brava! cucirò vestitiiii", perché ovviamente il suo sogno è fare la stilista.
Non è difficile immaginare che il vero figo, almeno nella prima serie, è l'unico uomo con la barba, ovvero il padre dell'outsider e della wannabe, detto anche camicia di flanella & waffles. Il quale, uomo altrove sposato, se la fa con la mamma della biondazza. Che è bionda anche lei, ovviamente.

I vari personaggi che si avvicendano sempre più caoticamente sulla scena (l'amica dell'outsider, la dura e pura "io non sono come questi corrotti consumisti" che si ripassa tutti i maschi del cast e poi sparisce nel nulla; il fratello della biondazza, che era l'unico simpatico; vari figli, mezzi figli, figli adottati; madri che forse hanno lasciato orfano il figlio, ma forse no, e forse non sono mai esistite; padri che risorgono; tanti, tantissimi ex; gente che si finge altra gente che si finge altra gente; gente mandata in galera; figli di ambasciatori che spacciano (i figli, spacciano, mica gli ambasciatori); principi; francesi dagli accenti ridicoli; francesi (donne) dal taglio degli occhi in giù; cliché) sono sopportabili solo in due casi: 1) trovate esilarante il caos senza senso; 2) vi dimenticate le cose con una puntata con l'altra (in tal caso, siete pronti per il Grande Fratello di Orwell). Perché, davvero, ci sono tante, tantissime cose senza senso. Che si sono trascinate per SEI. LUNGHE. STAGIONI.

Notare la sostituzione della bionda wannabe con un'altra

1) La biondazza continua a passare da un'amore pessèmpre all'altro. Va a finire che si mette col suo Primo (si fa per dire) Grande Amore, l'outsider della prima serie, quella che era stata anche la sua storia più lunga. Ma che, davero? Tutti sti giri, e alla fine di nuovo con lui?
2) La mora alterna attacchi di gelosia a folle passione per la bionda (in amicizia, eh. Ho letto in giro che i libri - sì, ci sono libri su ste cose - presentano la relazione tra le due come ambigua. In effetti, questo spiegherebbe le scenate e il bisogno di possesso), si ripassa anche lei un po' di gente, sempre però facendo finta di niente, e in realtà morendo dietro a quello che si vestiva male, e che è sempre più ricco e parla con voce sempre più da maniaco. Nel frattempo, ha smesso di essere una crazy bitch, per inseguire il sogno più liberatorio evah: sposarsi. E figliare. (Nell'ultima serie le fanno fare la stilista, ma è chiaro che non ci crede nessuno). Si sposa prima col principe, poi col Vero Amore Con La Voce Da Maniaco.
3) Quello bello viene usato brutalmente dalle donne, ogni new entry del cast finirà prima o poi a letto con lui, soprattutto se è over 40. O, come nell'ultima serie, under 18. Nel finale è un uomo importante e affermato (non coniugato, grazie a dio, c'è speranza per tutte) e sembra che si candiderà come sindaco di New York. Lui, che sa solo giocare a lacrosse. (Risate)
4) Chuck Bass risolve tutti i suoi conflitti edipici rinunciando a capirci qualcosa sulla madre (è morta? è viva? Lo vuole vedere? Non lo vuole vedere? è quella signora che stava con Nate?), e lasciando morire il padre, che dopo essersi mostrato cattivissimo si trova appeso a una balaustra su un grattacielo. Lui è lì, non lo aiuta, lo guarda ansimando (tipo Luke/Darth Vader, però al contrario), poi lo lascia cadere. E dice "eh, non mi sento colpevole. Però lo sono". La moralità 2.0.
I vari personaggi che erano spariti tornano tutti in silenziosi quanto confusionari cammei alla rivelazione che Gossip Girl, la blogger misteriosa che rovina da anni la vita ai nostri, è...
5) L'outsider. Ora, dato che io mi fregio sì di appartenere a quelli che amano GG perché amano il caos senza senso, ma temo in realtà che mi stiano facendo il lavaggio del cervello spingendomi ad accettare ogni cosa mi propinino, quasi quasi mi lascio convincere. Ma dopo sei stagioni dove, palesemente, non si aveva idea di chi fosse GG perché neanche gli sceneggiatori ce l'avevano, non posso lasciarmi infinocchiare. Non Dan! Va bene, ce lo aspettavamo tutti dalle ultime puntate, soprattutto da quel "ho un piano, l'ho sempre avuto", che personalmente ho trovato inquietantissimo. Ma gli sceneggiatori ci credono, tanto da costruirci sopra un finale dove tutti sono contenti: tutti, quei due che si sposano così lei non potrà testimoniare contro di lui a proposito della morte del padre; genitori che vedono felici i figli non combinare nulla nella vita; la wannabe che torna per fare la portaborse; l'uomo con la barba che diventa sbarbato per stare con la donna bionda  e ricca, viene mollato, e alla fine lo vediamo sì baciare a stampo la bionda, ma stare con un'altra (e gli occhiali, mio dio, gli occhiali!); la coppia della prima serie che dopo essersi fatta di tutto nelle stagioni intermedie, si sposa (in casa) nell'ultima; governanti polacche che parlano con accenti ridicoli, e via di questo passo.

It makes no SANSA.

Comunque, grazie per le photo recap (le trovate qui). Io mi ricorderò le risate, l'essermi beccata un "a-romantica!" per aver riso sguaiatamente su una scena drammatica, l'assurdità crescente. Un po' mi mancherà.

lunedì 10 dicembre 2012

La robba (& roba sparsa)

Sabato sera non mi arrivavano più messaggi sul telefono (il che può essere un problema se si sta decidendo di cambiare posto dove andare mentre si è già per strada, e lo si vuole comunicare all'altra macchina). Memoria in esaurimento, ho provato a cancellarne un po', poi, stufa marcia, li ho eliminati. TUTTI.

Ora, io, essendo notoriamente troppo affezionata alle cose, conservavo messaggi preistorici. Solo perché erano belli, o mi ricordavano un momento importante, o erano stati mandati da una persona a cui volevo bene (c'era questa abitudine quando avevo cominciato ad andare alle superiori, che le ragazze, ancora confuse dal passaggio diario segreto/sms inviati istericamente, e limitate dal ridotto spazio di memoria delle schede, si segnavano su un quadernino quelli più belli. Io non l'ho mai fatto. Sì, lo so, sono fredda, vedere post precedente).

Non l'ho mai fatto, però cancellare certi messaggi è sempre un po' una sofferenza (sono una falsa fredda? Una Reykjavik che subisce gli effetti del riscaldamento globale?), anche se so che razionalmente non ha alcun senso: non mi metto mica a rileggerli, ormai  non ho più l'età per certe cose. Ho praticamente interiorizzato tutte le perle di saggezza che mi sono state donate nel corso di tutti questi anni di scemenza, e che uso come filosofia spicciola nei momenti del bisogno.

C'erano anche i messaggi arrivati sul numero svizzero e salvati sul telefono, appuntamenti alla cafèt e alla metro, numeri di appartamenti, flirtosità e inviti a cena. Anche questi mi spiaceva perderli (vabbè, mica tutti, solo alcuni), ma anche questi ormai fanno parte del passato (sigh. Tra l'altro, un numero spropositato di persone mi ha chiesto, ultimamente: "ma allora adesso non torni più? Stai qui in pianta stabile?", ma secondo te?!). E non vuol dire che me ne dimenticherò.

Insomma, sono libera e felice come una farfalla, ora. Pronta a riaccumulare avidamente messaggi per i prossimi due anni, neanche mi chiamassi Mastro Don Gesualdo e volessi sempre più robba.


Trovata su iwastesomuchtime.com


La scorsa settimana ho visto i nanotèc (e Morgane), mi sono ammalata, sono guarita, si è laureato il primo amico dell'uni, sono arrivati i biglietti dei Muse (sì, li ho presi), ha nevicato, ho cucinato e mangiato un sacco, ho risposto in modo pungente a domande noiose, ho visto una mostra e ho bevuto la prima cioccolata della stagione. Fastidi: gente che non usa gli articoli (ma quanti siete?!).

Questa settimana devo scrivere un sacco per la tesi, parlare col relatore, fare lezione di latino intensivo a M. che già panica per il suo esame, pensare alla lezione di stasera e ai regali che qualcuno si aspetta (fra due settimane è Natale e non sembra, ma ho già ricevuto un invito per una serata prenatalizia). Questa settimana (oggi!) torna anche A. dai successi oltreoceano, ho un pranzo in sospeso con un'amica e una lettera da spedire.

PS: Ho appena visto una foto di Meera Reed sul set di Game of Thrones. Senza lancia (il primo fan si è già lamentato). Non per dire, eh, ma la mia Meera  la lancia ce l'aveva.

Per fortuna c'è un nuovo rito del lunedì (a lunedì alterni), con cui perdere un po' di tempo subito a inizio settimana.
Colonna sonora (you could have been number one, and you could have ruled the whole world, and we could have had so much fun, but you blew it away).

Aggiornamento (che poi la devo smettere con sta cosa di aggiornare il post dopo un paio d'ore solo perché mi sono venute in mente altre cose)
Questo blog è disabitato. Cioè, ci scrivo io, lo leggono in due, e a me va anche bene così. Però nei miei giri e rigiri di cazzeggio, oltre ad aver scoperto blog che mi piacciono, ne ho trovati anche molti, troppi, inutili. E brutti. E noiosi. E banali. E se tutti questi blog inutili, brutti, noiosi e banali (i.b.n.&b.) hanno  ventimila commenti per la serie "ooooooh ma come scrivi bene!", beh, penso che qualche complimento se lo meriti anche il mio. Così ne ho approfittato, seguo su Bloglovin una manciata dei blog che spulcio più di frequente, e aggiungo anche il mio: Follow my blog with Bloglovin