mercoledì 27 luglio 2011

The sunshine trapped in our hearts, it could rise again

Ventun giorni non sono pochi nella vita di una ragazza (e sono molti in quella di un blog, anche se apparentemente disertato, anzi, silenziosamente frequentato).

Il problema è che io non so bene cosa mi sia successo in questi ventun giorni. Fate conto che penso di essere ancora a inizio Giugno (facciamo metà, dai), i temporali improvvisi mi inducono a credere che sia già Settembre, la voglia di mare (che resterà insoddisfatta) mi convince che siamo nella prima-massimo-seconda settimana di Luglio, e, insomma, sono un po' confusa.

Agendina. L'agendina mi salverà, anche se non ci scrivo sopra ossessivamente tutto quello che faccio.

Essere una brutta persona (c'è anche il gruppo su Facebook, e solo 8 dei miei cosiddetti amici è iscritto).
A quanto pare sono una brutta persona: "senza cuore", "malpensante", "non mi racconti le cose, e comunque so già tutto", e persino "superficiale". Quindi, disonore su di me, la mia mucca, etc.

Ancora una brutta persona, ma di animo sensibile. Forse. Comunque non vuole dire nulla. Ecco.

Filologia. "Il verso 10 presenta una corruttela che, devo dire, è molto interessante, forse la più interessante di tutta l'elegia..." "beh, signoVina, inteVessante... InteVessante peV noi, che abbiamo la mente contoVta!" (ma io La amo!)

Luce pulsata. Ok, dopo la Filologia è un po' una caduta di stile, ma anche di cerette è fatta la vita di una donna, e che l'emerito Professor L. non se ne abbia a male. Per ora, una seduta, grandi soddisfazioni (so che l'argomento non vi appassiona quanto me, donne lisce per natura, quindi proseguiamo).

Ho passato le ultime due settimane pressoché barricata in casa per preparare l'esamone di Papirologia (ebbene sì), che ho dato proprio stamattina. Ebbene: SI-PUò-FARE. Ciò detto, la mia media è rovinata (ahah), e, io, sto con i filologi. Più Wilamowitz, meno Schubart. Però, magari, un'eccezione la farei per Grenfell e Hunt (solo perché alla fine G, dopo anni di sole egiziano in testa, impazzisce. E perché comunque i due erano ibridi, d'inverno papirologi e d'estate filologi). Il bello delle Lettere Classiche è che ti lasciano un sacco di aneddoti (con cui, eventualmente, rimorchiare, come sosteneva qualcuno).

Friends will be friends, come quelli che non vedi mai e poi abbracci e in due minuti sai già tutto o quasi. E come quelli che invece senti sempre (ma ultimamente non vedi, per colpa di Papirologia, ma si può rimediare, per fortuna).

Ho deciso quello che voglio fare da grande: combinare appuntamenti al buio. Sembra una cosa losca, ma secondo me è divertente.

E poi basta, o quasi.

...ma solo per abitudine.
(Grazie, PostSecret)
Ho voglia di scrivere. Tagliarmi i capelli. Prendere il sole. Non fare niente. Bere e ridacchiare con chi mi vuole bene, ma niente hangover la mattina dopo.

Non ho molta voglia di partire. Strano, o forse no. Sono per natura costantemente insoddisfatta (che è anche una condizione che ha portato l'uomo a scendere dagli alberi e ad arrostire la carne, il che forse non è del tutto male).

Ah, e ho voglia anche di chiarire alcune (almeno una) questione lasciata un po' in sospeso. E di leggere un sacco di romanzi, più il libro di Guia, che ormai il suo blog non mi basta più.

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